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andrea  -  Dopo il sasso, la mano. Tesa!
ragazzi complimenti per il sito...
Data pubblicazione: 11 Marzo 2010 alle ore 22:34
Mariella  -  Dopo il sasso, la mano. Tesa!
Beh, se è vero che vogliamo cambiare, cominciamo a vedere dei segni tangibili anche su questo sito! In proposito ci sono stati dei suggerimenti di Dodo molto interessanti. Il webmaster non me ne voglia, ma bisogna fare per far fare. Non è il mio motto , ma spesso funziona! Come dire, se “l’acquolina vien mangiando”, allora apparecchiamo la tavola!
Data pubblicazione: 11 Marzo 2010 alle ore 20:16
nicola  -  Dopo il sasso, la mano. Tesa!
Sono felice di questa iniziativa, per le emozioni che mi suscita ma, soprattutto, dalla constatazione che tutto è vivo dentro di noi. Come parte della generzione dei padri non voglio sottrarmi a questa responsabilità, quindi provo a dare (da lontano) il mio contributo. Sarei dell'idea di aprire più spazi di scussione, magari su temi limitati e sempre in un tempo definito, per dare la possibilità di offrire le proprie idee attingendo alle singole personali esperienze, sensibilità. Buon lavoro!
Data pubblicazione: 11 Marzo 2010 alle ore 19:24
Gabriella  -  Dopo il sasso, la mano. Tesa!
Complimenti anche per le foto in bianco e nero, sto lavorando e mi è capitato di andare sul sito, mi è davvero venuta la nostalgia di Trivento, sebbene ci torni ogni fine settimana. Sono emozionata nel vedere il nostro "Piano" come era anni fa, speriamo che lo stesso effetto possano provarlo tutti i triventini e non solo, specialmente i nostri giovani. Un caloroso ringraziamento e saluto a Marcello e Domenico.
Data pubblicazione: 11 Marzo 2010 alle ore 18:40
Massimo Gaspare  -  Dopo il sasso, la mano. Tesa!
Era ora...cerchiamo di risollevare le sorti di questo paese.
Data pubblicazione: 11 Marzo 2010 alle ore 18:12
A.S.  -  Il sasso nello stagno
I miei complimenti per questo luogo di pensiero comune, seppure solo virtuale. Ma questa è la nostra epoca e leggere che ci sono "centinaia" di giovani triventini su facebook, davvero mi sorprende, pur sapendone quanto basta di internet e cose analoghe. Non perché stiano su facebook, ma che siano centinaia. Ad ogni modo, una delle prime cose apprese sulla comunicazione di massa, dice che non basta "esserci" (su internet), occorre soprattutto "farsi trovare". Questa resta ancora la scommessa di questo sito. Ho letto uno ad uno i commenti. A tutti riconosco garbo nel tono e intelligenza nei contenuti. Sono 35 commenti e parlano di molte cose. Una, secondo me, le prende tutte: la voglia di futuro. Cosa bellissima ed esaltante. Dice che si è vivi e che si desidera vivere. Che si hanno dei sogni e che per "vederli" si è pronti a correre e gareggiare. Che è come dire: lottare. Ma il futuro ha una pregiudiziale non eliminabile. Appartiene a quelli che lo abiteranno. Il futuro sarà dei figli. Di nessun altro. Se ce ne saranno, ovviamente. Ora è più chiara la domanda sullo stato delle famiglie di Trivento e del territorio molisano. E' solo difficoltà a trovare lavoro (un certo lavoro) o in qualche modo ci si è tutti appiattiti sui modelli dominanti (anch'essi virtuali!)? La chiudo qui. Il mio mattoncino all'impresa per ora si limita semplicemente a ricordare il mattone elementare con cui è fatto il DNA di ogni società che vuole essere umana. La famiglia.
Data pubblicazione: 11 Marzo 2010 alle ore 12:07
nalim  -  Il sasso nello stagno
buonasera a tutti...innanzitutto un augurio a tutte le donne di trivento anche se con ritardo. sto leggendo i vari commenti e devo dire che sono tutte belle parole...però vorrei che alle belle parole seguissero i fatti. finora non ho vsto la partecipazione dei giovani alle varie occasioni che si sono avute in paese (anche se sono pochine..) ogni cittadino è chiuso nel proprio orticello ed è pronto a criticare qualsiasi cosa si faccia ma non si mette mai a disposizione anche solo per suggerire. Ad esempio in città ci sono varie associazioni (pro loco, archeoclub, cheope ed altre) che vanno avanti col solo contributo volontario dei soci. queste associazioni hanno come scopo di fare del bene al paese ma spesso vengono snobbate dai cittadini che sono solo bravi a criticare le varie iniziative.
Data pubblicazione: 9 Marzo 2010 alle ore 16:38
Gianni   -  Il sasso nello stagno
Un paese che non investe nella cultura e nell'arte,diventa inevitabilmente più povero.Una comunità che va a teatro,al cinema,ai concerti e che legge,acquisisce sempre più strumenti per partecipare,è una comunità che si assume la responsabilità diretta della democrazia.Forse l'arte,la cultura non sono le cose più importanti al mondo ma proviamo ad immaginare un mondo senza arte e senza cultura.A Trivento c'è casa Florio donata al Comune con trenta computer dentro,chiusa così da due anni.La vogliamo aprire? la vogliamo dare in gestione ad una associazione,come primo punto d'incontro e di formazione per i giovani? Vogliamo chiedere alla Diocesi di mettere a disposizione il Seminario ? luogo di formazione e di cultura una volta,per farne una biblioteca e luogo d'incontro per dibattiti,mostre ecc. ? Vogliamo far acquisire al Comune,attraverso le Belle Arti,sull'esempio di Civitacampomarano,il Castello sul Piano,per farne un altro luogo di cultura e di arte? Vogliamo avviare una ricerca per realizzare sotto il Piano un parcheggio sotterraneo? C'è un altro teatro al'aperto che io sogno da sempre nella cavea naturale,di fronte alla caserma dei carabinieri.Ci sarebbe da creare un comitato per il Centro Storico per riaprire diverse botteghe artigiane e alcuni antichi frantoi per farne taverne con degustazione e vendita di prodotti tipici.Occorre a questo punto un progetto di sviluppo per tutto il paese per sapere dove si vuole andare,che cosa questo paese deve essere. Bisogna farsi aiutare da professionisti della Comunicazione,fare,come si dice,gli Stati Generali,per capire tutti insieme,al di là del colore politico,d0ve si vuole andare,che direzione prendere.Grazie per l'attenzione
Data pubblicazione: 9 Marzo 2010 alle ore 10:39
Matusalemme  -  Il sasso nello stagno
Quello che spaventa non poco è l'assenza della voce dei giovani e dei giovanissimi in questo sito. Forse ancora non conoscono l'iniziativa? Forse sono spaventati da un linguaggio "vecchio"? Forse non hanno voglia di scrivere? Forse semplicemente non hanno voglia di raccogliere la pro-vocazione? O cos'altro?
Data pubblicazione: 8 Marzo 2010 alle ore 19:31
amleto  -  Il sasso nello stagno
Ieri il Trivento ha perso, pazienza. Volevo essere vicino ed esprimere la mia solidarietà alla squadra, allo staff tecnico e soprattutto al presidente Eduardo Falcione, grazie al quale il nostro paese è sulle pagine di tutti i quotidiani per il bel campionato che la sua squadra sta disputando. E in un momento così difficile per " l'altra " Trivento , non possiamo che dirgli grazie e rassicurarlo che i Triventini , anche se silenziosi, sono riconoscenti di quanto sta facendo per la loro città.
Data pubblicazione: 8 Marzo 2010 alle ore 17:56
Eduardo  -  Il sasso nello stagno
Condivido l'idea di Michele Iocca di realizzare nella nostra città una Residenza per anziani. In una società in cui la vita umana si è molto allungata rispetto al passato non ci si può non occupare di problematiche relative agli anziani, come quella di offrire loro assistenza e convivenza valide in idonee strutture. In tali ambienti potrebbero promuoversi per tutti, anche per i non autosufficienti, assistenza e benessere psico-fisico; realizzare interventi personalizzati individuali e di gruppo; offrire occasioni di relazioni sociali. Non concordo, però, con la proposta di formare nella Residenza sezioni separate per uomini e donne. Nella stessa, invece, sarebbe necessario ricreare un ambiente familiare e comunitario identico a quello in cui gli anziani sono vissuti prima di entrare nella Residenza. Anche gli alloggi, muniti di tutte le comodità, dovrebbero essere costituiti da camere a uno o due posti letto, con disponibilità di "suites", cioè di mini appartamenti, per coppie di anziani.
Data pubblicazione: 8 Marzo 2010 alle ore 17:38
michele iocca  -  Il sasso nello stagno
Un cordiale saluto a tutti quelli che seguono ed esprimono le proprie opinioni su questo sito.Ho già in più di un'occasione espresso il desiderio di coinvolgere la nostra comunità in un progetto comune.Allora la mia proposta è questa.Quanti di voi condividete l'idea di realizzare un residenza per anziani, nella nostra città, che preveda sia una sezione maschile che femminile?L'idea è quella di un finanziamento autonomo tramite un azionariato popolare.Mi piacerebbe leggere opinioni e proposte su quest'idea.Grazie a tutti anticipatamente.
Data pubblicazione: 6 Marzo 2010 alle ore 23:20
Gabriella  -  Il sasso nello stagno
Sono davvero contenta di questo nuovo sito e soprattutto del fatto che ci sia un gruppo di persone pronto a dare la propria disponibilità per costruire qualcosa di migliore. E ' proprio vero che la speranza è l' ultima a morire quando sembra tutto buio, tutto da buttare, c' è sempre una piccola luce che rischiara la notte, in questo caso le menti.Non so cosa si possa fare di concreto, ma certo è che ognuno ha qualcosa da dare e quindi, una buona volta, rimbocchiamoci le maniche, come si suol dire, e diamoci una "smummiata", cercando di prendere qualcosa di positivo da ciò che sembra essere tutto negativo (perdonate il gioco di parole).
Data pubblicazione: 6 Marzo 2010 alle ore 15:34
webmaster  -  Il sasso nello stagno
Raggiunti i 1000 accessi il sito, che oggi alle 19,18 compie la prima settimana di vita!
Data pubblicazione: 5 Marzo 2010 alle ore 12:51
Luna  -  Il sasso nello stagno
Da qualche giorno leggo con interesse i vari interventi che si susseguono su queste pagine (potenza dei tempi moderni!!). Ognuno (anche se sono ancora pochi..ma buoni!!) ha espresso ciò che pensa e ciò che vorrebbe. Mi sono chiesta: è il caso che lo faccia anch'io? Ci provo...Triventina di adozione, ho avuto modo di conoscerne i giovani di tanti, tanti anni fa: pochi soldi, niente automobile se non qualche "veloce" cinquecento, voglia di cambiare la propria vita fatta di molte, moltissime privazioni e tanti tanti sogni, voglia di smantellare il medievale modo di pensare e di comportarsi di quei "signori" che ben poco avevano fatto per la propria città e per i propri concittadini....Si sono impegnati molto, hanno studiato e molti di loro sono andati anche all'università ( a quei tempi si frequentava la prestigiosa università di Napoli!!) per cambiare la propria posizione, dare gioia ai genitori che molti sacrifici continuavano a fare e ben poco capivano di scuola!! C'era a quel tempo un fermento che animava le vie paesane non solo d'estate, ma anche durante le feste: tutti insiemi ci si improvvisava elettricisti, falegnami... per addobbare le vie triventine o attori e registi per divertirsi e far divertire anche le famiglie, che partecipavano con grande entusiasmo e allegria ai vari intrattenimenti; quanta voglia, quanta fantasia e quanta gioia!!! E' venuto poi il tempo in cui molti di quei laureati sono andati via e parecchi di quelli rimasti hanno cambiato il loro modo di pensare e si sono convinti che forse non valeva più la pena dare se stessi senza avere nulla in cambio (mi pare che questa sia la filosofia più diffusa oggi!!)..Peccato!! In questo modo,forse, si è trasmesso anche ai proprio figli l'indifferenza che ha portato questa città nell'attuale desolazione. Sia ben chiaro, anche noi adulti abbiamo delle responsabilità, perchè il seme lo devi buttare dove e quando può germogliare se vuoi che germogli!!! Chiedo scusa se questo mio intervento può apparire rivolto al passato, ma non è così!!! Forse era proprio l'ora di darci una "mossa" e, se consentiamo ai cerchi d' acqua che quel sasso ha generato di allargarsi sempre di più, può essere che essi riescano a scuotere le sensibilità di tutti, perche questa è la nostra terra, qui viviamo noi, ci sono i nostri ricordi, i nostri affetti ,quel poco che siamo riusciti a costruire e quindi ci DEVE essere anche il nostro futuro e soprattutto quello dei nostri giovani!! Sono contenta di questa iniziativa e mi auguro che si trasformi in FATTI.
Data pubblicazione: 4 Marzo 2010 alle ore 17:28
Eduardo  -  Il sasso nello stagno
Edu. Mi rallegro con chi ha pensato e realizzato il sito web Triventinamente come mezzo di riflessione, di confronto delle idee, di proposta e di crescita culturale; come mezzo per "riscoprire e capire la nostra identità". Nel "Sasso nello stagno", articolo provocatorio introduttivo del sito, viene data una descrizione desolante dell'attuale realtà Triventina, soprattutto per quel che riguarda i giovani, decritti, tra l'altro, come "privi di interessi e fermenti culturali", "incapaci di trovare un luogo di associazione diverso dal bar". E', viva a Dio, solo una provocazione: basti pensare al fatto che in questa realtà, frequentando le nostre scuole secondarie, si sono formati tantissimi giovani che hanno successivamente concluso in maniera brillante gli studi universitari, inserendosi come valenti ed apprezzati professionisti nel tessuto sociale e produttivo del nostro Paese. In Trivento, poi, è ancora moralmentre integra la famiglia. I genitori si sforzano di aiutare i figli a crescere come persone intellettualmente e moralmente sane, in un contesto di amore, di rispetto dei valori, non segnato dalla violenza. Le famiglie, però, avrebbero bisogno di una incisiva e seria politica di supporto che purtroppo non viene o viene inadeguatamente attuata dalle Istituzioni. Ciò con serio pericolo per i giovani. Dico questo perchè mi è giunta notizia, pessima notizia, che nella nostra città, quasi certamente, circola la droga, i giovani ed i giovanissimi "si fanno", cercano "lo sballo". Ora, considerato che l'assunzione di sostanze stupefacenti è un mezzo di evasione dalla realtrà e non si spiega esclusivamente con la storia personale ma è influenzata da determinati contesti socio-culturali ed ambientali, è evidente che le famiglie vanno aiutate con l'offerta ai loro figli di un ambienrte di virta e di esperienza ricco di interessi e stimoli positivi. La droga si combatte soprattutto con la prevenzione primaria, intervenendo prima che il problema sorga, sia a livello scolastico, come promozione e protezione della salute, e sia a livello sociale, comunitario, offendo possibilità appaganti, gratificanti di vita ricreativa, associartiva, culturale in ambienti a ciò deputati. Purtroppo nella nostra città le pochissime associazioni culturali esistenti sono un pò a conduzione familiare, non hanno cioè una sede propria in cui i giovani possono liberamente incontrarsi, discutere, proporre, formarsi e culturalmente crescere. Anche lo sviluppo dell'amore per il libro e la lettura viene ostacolarto dalla mancanza di biblioteche aperte al pubblico, con personale qualificato che vi presta la propria opera. Peccato, perchè la biblioteca aiuta a socializzare e a favorire lo scambio delle idee in contrasto con la figura del "lettore unico, solitario, fuori moda e non attraente". Assenti sono anche un cinema, un teatro, un auditorium. Dobbiamo lamentare anche la mancanza di un oratorio appositamente costruito o ristrutturato che consenta aggregazione, con spazi per la musica, per la recita, con sale internet per ricerca e comunicazione, con luoghi di raccoglimento personalizzati, etc. Ed allora? E' tutto sbagliato, è tutto da rifare come direbbe il grande Gino Bartali? No, cose buone da valorizzare e da cui partire per intraprendere un cammino virtuoso in vista di un positivo sviluppo culturale, sociale, economico e religioso della nostra città e soprattutto dei suoi giovani abitanti ci sono. Incontriamoci e discutiamone.
Data pubblicazione: 3 Marzo 2010 alle ore 17:20
amleto  -  Il sasso nello stagno
Gentilissima Mariella , non ho avuto modo di frequentarti ma spero che possiamo ritrovarci intorno ad un tavolo per tracciare le strade del futuro nella speranza di poterle presto costruire.Hai ragione quando dici che è arrivato il momento di agire.
Data pubblicazione: 3 Marzo 2010 alle ore 13:42
Mariella  -  Il sasso nello stagno
Mi occupo di architettura e svolgo ricerche nel campo del restauro. Sembrano mondi diversi, l’uno rivolto al fare concreto del cantiere, l’altro allo studio individuale portato avanti per ore ed ore davanti a libri e documenti; eppure non è come appare. Nell’uno come nell’altro, dopo aver raccolto i dati, le esigenze dei committenti, rilevati materiali e interrogati i muri, rimane sempre il foglio bianco. La purezza e il candore di quel supporto sembra non voler essere infranto né da una penna, né da una punta di stilo ….. e a quel richiamo risponde la mente che si blocca a ripensare sempre alle cose accertate nelle analisi. C’è tutto dentro la tua testa, ma non riesce a disvelarsi in un benché minimo tratto. Prima di cominciare a scrivere o a digitare linee sul foglio elettronico del mio pc a volte passano giorni, ore davanti al monitor senza ottenere niente, eppure sai tutto, sai come lo vuoi quel dannato progetto, sai cosa scrivere su quello studio che ti ha incollato alla sedia per ore di studio continuo. Eppure il foglio rimane bianco. Ci vuole solo un attimo, quello in cui la mano corre più veloce della mente e si rompe l’incatesimo del bianco riflettente , allora le forme e le parole cominciano a prendere corpo da sole sul monitor escono dalle mani che ticchettano sulla tastiera da sole, non le comandi più. @ amleto: parole giuste e sacrosante le tue, bisogna riflettere, ma per poco. Da anni che si parla si discute, e certo mi dirai che non è mai abbastanza, ma credo che sia venuto il momento di agire, di cominciare a scrivere su quel foglio bianco, bisogna fare schizzi e buttarli a palla contro il muro, bisogna mettersi insieme in un “pensatoio comune”, ma per fare non per rilettere, non c’è più tempo, o l’individualismo sul quale rifletteva Maria Teresa ci intrappola per sempre.
Data pubblicazione: 3 Marzo 2010 alle ore 12:57
amleto  -  Il sasso nello stagno
Proviamo a capire cosa ci sta succedendo. Il mondo intero vive un momento difficile e quindi l'Italia, ma ancor di più, il suo sud e le aree interne del sud vivono e soffrono questa situazione. Noi siamo in un'area interna del sud che naturalmente vive e deve fare i conti con una collocazione naturale, ma soprattutto politica , di emarginazione ( o almeno di margine.... ). Un territorio che si spopola perchè il lavoro manca ma anche perchè spesso si sceglie di vivere in altre realtà, dove si pensa ci possano essere migliori occasioni non necessariamente solo economiche, ma culturali e sociali.Il primato dell'io e del particolare che impera nel nostro tempo a discapito del primato della collettività e dei suoi interessi,poi, hanno fatto il resto.Infatti la disgregazione del tessuto sociale e la mancanza di un progetto unitario su cui tutti avrebbero dovuto indirizzare gli sforzi,non ha consentito al paese di affrontare con maggiore forza le cause esogene ed endogene che hanno impoverito negli anni la nostra comunità. Quando si è costretti a navigare contro corrente bisognerebbe capire che non basta procurarsi un salvagente per se stessi , ma piuttosto mettersi a remare tutti insieme.Come si può evitare il declino ( che inevitabilmente sarebbe definitivo) del nostro paese? Abbiamo le risorse giuste? Possiamo farcela? Io credo di si; niente è impossibile se uniamo le forze. Da dove cominciamo? Da dove si comincia sempre e cioè dalla conoscenza, da un progetto culturale da tradurre in atti, azione, comportamenti.Bisogna pensare a come le nostre fragilità possano essere tradotte in punti di forza; a cosa , di ciò che abbiamo, possa essere trasformato in risorse e come bisogna organizzarsi per trasformare una realtà che oggi sembra essere caduta in una depressione paralizzante,osservata dagli sguardi vuoti e rassegnati della gente; quasi che il destino fosse segnato definitivamente. Io non ci sto e spero che questo strumento che ci è stato messo a disposizione possa rappresentare un primo passo per " provocare "una reazione, soprattutto dei giovani perchè essi hanno maggiori energie ed anche quelle conoscenze su cui può essere progettato il futuro. A loro dico che uno schiaffo ( anche ) sbagliato è meglio dell'indifferenza.
Data pubblicazione: 3 Marzo 2010 alle ore 11:40
Brian Francesco  -  Il sasso nello stagno
Giusto, Amleto: Abbiamo ancora voglia di essere comunità? Credo questo sia l'interrogativo cui dare prioritariamente una risposta. Darsi da fare singolarmente non basta. Io l'ho fatto in passato, ho partecipato a tante iniziative che però sono tutte finite alla prima esperienza. Ci sono cose che possono funzionare e coinvolgere di più, altre meno, ma è inconcepibile (solo per fare un esempio) che un premio letterario nazionale, messo su con spirito di sacrificio e abnegazione da parte di molti, sia oggi solo un ricordo.
Data pubblicazione: 3 Marzo 2010 alle ore 7:45
tbntm  -  Il sasso nello stagno
Cia, Mossad e toghe rosse complottano in Molise? Repubblica — 01 marzo 2010 pagina 25 sezione: COMMENTI Tanti luoghi ameni di questa nostra Italia si stanno tramutando loro malgrado in richiami di ordinaria indecenza. Così L' Aquila, Firenze, la Maddalena, le sponde dell' Aniene e le campagne molisane evocano a tradimento sconci scenari... Le risposte alle denunce sono disarmanti nella loro ingenua protervia. Vedi "Linea di confine" della settimana scorsa dove, recensendo un libro documentatissimo sulla manomissione politica, economica e sociale di una piccola regione ("Il regno del Molise" di Vinicio D' Ambrosio, Ed. Il Chiostro, Benevento) ad opera del suo potente governatore, Michele Iorio, citavamo fatti, cifre, nomi di fantasiosa illiceità. Figli, fratelli e parenti assunti a iosa all' ospedale di Isernia, record di spesa pubblica e primato italiano di deficit sanitario. E così via elencando. Ci aspettavamo qualche smentita o precisazione (in verità con qualche dubbio, visto che il libro non era stato contestato né l' autore denunciato, ad alcuni mesi dalla sua comparsa). Per contro il governatore Iorio ha diffuso uno strabiliante comunicato in cui dichiara testualmente: «Comincio a credere che di fronte alle martellanti campagne diffamatorie nei confronti del sottoscritto, della sua famiglia e dei suoi amici... ci troviamo di fronte ad un vero e proprio complotto ordito ai miei danni... ad un sodalizio d' avventura fondato sul desiderio di vendetta». Sfogliando le pagine della corposa denuncia mi chiedo se il "sodalizio d' avventura" non sia per caso il Consiglio di Stato (vedi il precedente della Consulta che "complotta" contro Berlusconi). In questo caso il "complotto" avrebbe niente dimeno che silurato la vocazione armatoriale della regione, desiderosa di creare «un proprio collegamento marittimo veloce per il trasporto di persone, autocarri e merci da Termoli ai porti croati di Spalato, Ploce e Dubrovnik». La bella idea dal costo iniziale di 7 milioni 791.000 euro avrebbe dovuto essere realizzata dalla Finmolise spa, la Finanziaria regionale, in associazione con la Larivera Spa, una società privata proprietaria del mezzo navale "Termoli Jet". Peccato che il Tar primae il Consiglio di Stato annullarono tutto, non solo per la mancanza di una regolare gara di appalto, ma per l' inconsistenza del socio, visto che il mezzo navale, era esclusivamente «un catamarano, abilitato soltanto al trasporto di persone e non già anche di autocarri e merci... peraltro non in proprietà ma soltanto concesso in locazione alla Larivera spa... una scelta illegittima anche sotto l' ulteriore mancato profilo del riscontro della sussistenza del requisito della moralità professionale in capo al suo amministratore, sig. Giuseppe Larivera, che nell' anno 1990 ha patteggiato una pena per truffa proprio in danno della Regione Molise per corsi fantasma». Negli anni la società, facente capo sempre alla Regione è stato oggetto di altre inchieste: il bilancio del 2007 si chiude con un buco di 2 milioni. Infine il 16 giugno 2009 il governo regionale ormai proprietario della cosiddetta nave che ha sospeso l' attività marittima, stanzia ulteriori 300mila euro «per assicurare la salvaguardia del valore patrimoniale». Giro le pagine e scopro che il fantasma del "ladro di biciclette" si sta aggirando tra le rupi del Sannio. Chi altri avrebbe fatto sparire le 1585 biciclette acquistate (ma mai viste) dalla Regione nel quadro del "Programma per la valorizzazione e lo sviluppo della mobilità ciclistica", per un importo di 167.849 euro? Una delibera che specificava sia la «distribuzione in uso gratuito quotidiano ai cittadini» che ne avessero fatto richiesta, sia il numero di bici da distribuire ad ogni comune. Dopo di che sono scomparse, come le piste ciclabili mai viste. Biechi complotti del Mossad, della Cia, delle "toghe rosse" che hanno cominciato ad indagare o storie di ordinaria follia nella Berluscopoli molisana? - MARIO PIRANI
Data pubblicazione: 2 Marzo 2010 alle ore 19:51
nalim  -  Il sasso nello stagno
ok ottima iniziativa...ma vorrei ricordare che i giovani di oggi non sono poi così attivi come quelli di una volta...non vedo una loro iniziativa come si fa in altri paesi. il futuro di questo paese è loro. io sono un ex giovane anche se lo sono nell'animo..ebbene all'epoca (30 anni fa o giù di lì) organizzavamo sempre qualcosa per il paese ci divertivamo con poco...spesso eravamo in onda alla radio (radio europa 1 chi non lo ricorda?)..svegliatevi un pò..
Data pubblicazione: 2 Marzo 2010 alle ore 17:19
michele iocca  -  Il sasso nello stagno
Sone le 23,30 e dopo una faticosa, ma amorevole giornata di lavoro, ho letto tanti commenti, tutti interessanti e carichi di amore per la nostra "triventinità". Mi dispiace per tanti giovani talentuosi che, per esprimere le proprie potenzialità devono aver scelto di uscire dal proprio paese. Io vorrei che ognuno, secondo le proprie attitudini, facesse delle proposte concrete. Apprezzo la proposta di un giornale locale telematico. Per allargare la conoscenza di questa iniziativa, inviterei ognuno a farla conoscere ad altri triventini residenti e non. A presto, Michele
Data pubblicazione: 1 Marzo 2010 alle ore 23:39
amleto  -  Il sasso nello stagno
Dobbiamo capire se siamo ancora una comunità e se, come tale, vogliamo rispondere insieme alle difficoltà del presente ma più ancora alle sfide del futuro.
Data pubblicazione: 1 Marzo 2010 alle ore 19:56
Dodo  -  Il sasso nello stagno
Riguardo alla domanda di Mariella (che ringrazio) su "Come realizzare la mia idea" rispondo che non sono un web-designer , ma con dei link messi su questo sito si può rimandare a documenti (come ad esempio “Laboratorio Culturale”) nei quali poi inserire tutti i progetti/idee (come una bacheca). Ad ogni “tematica” verranno associate idee e contributi che partiranno da noi “esterni” . Il sito verrà gestito dall’ ideatore/i di “TriventinaMente”. Le idee possono essere discusse sia sul sito , come stiamo facendo adesso, oppure a tavolino nelle riunioni che verranno fatte periodicamente. Tutto questo comporta un solo piccolo sforzo di cambio layout della pagina web. Affettuosamente. Dodo
Data pubblicazione: 1 Marzo 2010 alle ore 18:22
Domenico  -  Il sasso nello stagno
La mia impressione è che l’articolo scritto in questo spazio web è stato tanto duro quanto frainteso…almeno in parte. Mi dispiace leggere che più di qualcuno si senta tradito da queste parole. Il “VOI” contenuto nell’intestazione, per esempio, è solo una citazione “letterale” di Gandhi, non credo affatto che sia un monito dell’autore del brano! Anzi. E credo sia superficiale scrivere cose come “ma c’è pure una palestra”, “non c’è solo il bar”, “vi siete mai chiesti chi sono i giovani?”. E’ ovvio! Certo che ci sono ragazzi che si danno da fare! Tutti direi io. Questo sono sicuro che lo sappia sa anche l’autore del brano Ma se io chiedessi, a me compreso, quanti si danno da fare per il bene del paese? Ed è qui che io mi sento chiamato in causa. Io i quotidiani li leggo, credo di essere informato abbastanza sull’attualità. Ascolto e faccio musica, leggo libri (anche se pochini ultimamente!!). Che faccio? Continuo a parlare di me? Cosi vi dimostro di essere un ragazzo apposto? Ricordate com’è finita l’aggregazione politica organizzata dai ragazzi di trivento nelle ultime votazioni? Qualcuno ha fatto crollare tutto perché ha messo i propri interessi davanti a quelli di tutti. Io ho fatto di peggio. Non ho partecipato. Ho messo la mia vita davanti. I miei impegni. Troppe volte me ne sono pentito! Immaginavo di leggere molti più interventi su questo sito. Anche molto più duri. Se do un’occhiata alle pagine di facebook, conto centinaia di triventini…tutti bravissimi in citazioni letterarie, tutti esperti di applicazioni e social game: perché nessuno trova il tempo di scrivere quassù? Non ci vuole molto tempo! Non bisogna mica scrivere poemi o poesie a rima alternata! Sarebbe stupido non intervenire perché non si sa come scrivere! L’importante è sapere il cosa. Credo non si sbagli mai a dire ciò che si pensa. Non è forse più imbarazzante rispondere a sondaggi del tipo “Il tuo migliore amico di internet è…”? Io vivo a Roma da tanti anni. Spesso mi sento dire dai miei amici di trivento di aver fatto bene ad aver lasciato il paese. Io l’ho fatto perché non trovavo più stimoli per il lavoro. E questo non vuol dire che io snobbi Trivento. Non l’ho mai fatto e non lo faccio ora. Troppe volte tanti di voi triventini e tante cose di Trivento sono state e sono un vanto nei discorsi che faccio con i miei amici “romani”. Una madre ed un padre eccezionali. Un mio amico romanista tanto, tanto brillante. Un cugino dalla cultura sconfinata. Pallotte e sopressate. Due amici fotografi. Un super ingegnere. Uno stilista. Maestre precarie a centinaia di chilometri di casa. Coppie tanto giovani quanto innamorate. Figli bellissimi. Un amico, un fratello, che lavora duro ogni giorno per sposarsi a breve. Trivento è piena di esempi cosi. Potrei continuare a scrivere per tante altre righe. Forse può sembrare un atto di vigliaccheria il fatto che io sia andato via. Io l’ho scelto solo per cercare un lavoro. Per sopravvivere. Sopravvivere. Perché a Roma io sopravvivo. Lavoro. Due ore in macchina o sugli autobus tutti i giorni. Un affitto che ha il sapore di racket. Una casa condivisa con altri due ragazzi di Trivento, due persone splendide, ma è pur sempre una casa condivisa. E ci si ritrova a vivere in uno spazio troppo stretto per sentirsi addosso quella libertà che una ragazzo di 35 anni meriterebbe. Dopotutto passare 10-11 ore fuori di casa per non riuscire nemmeno a pagarsela per intero...è oggettivamente frustrante! Penso e ripenso ogni giorno a cosa poter fare per migliorare la mia vita. Per tanti motivi negli ultimi anni mi sono allontanato da Trivento e da un sacco di persone, non per egoismo o per superficialità, ma perché a volte la vita ti riserva degli imprevisti a cui si può essere non preparati. A me mancano da morire le chiacchierate con la gente a Trivento. A parte la critica o i commenti che si possano fare all’articolo quindi, sono sicuro che questo sito diventerà a breve un contenitore di idee. L’Agorà. E La piazza è di tutti. Io per esempio un’idea ce l’ho. Propongo una sottoscrizione, magari direttamente su questo sito (e qua aspetto il consenso dell’autore!): vorrei che ognuno di noi, ogni triventino che si senta di volerlo fare, dia la propria disponibilità in quello in cui si sente bravo e che allo stesso tempo pensa possa essere utile per la collettività. Io sono sicuro che nelle tiepide case triventine si nascondano passioni e conoscenze sorprendenti. Io metto a vostra disposizione la mia passione per la musica e la mia capacità di realizzare siti web. Ora spero che qualcun altro risponda al mio appello. Sono sicuro che la lista potrebbe diventare lunghissima.
Data pubblicazione: 1 Marzo 2010 alle ore 18:20
Dodo  -  Il sasso nello stagno
Mi unisco volentieri ad un così lodevole laboratorio di idee volto a ritrovare il valore culturale, sociale ed economico del nostro paese (mi piace chiamarlo ancora così, anche se negli ultimi anni è stato promosso, ahimè solo sulla carta, a città…!!!) . Sono un ragazzo di 33 anni che, per motivi di studio prima e di lavoro poi, è stato costretto ad allontanarsi dal paese, pur portandolo sempre nel cuore e nella mente. La mia proposta per cambiare le sorti della nostra Trivento è di unirsi, collaborare l’uno l’altro, stimolare di più le imprese e le attività triventine, valorizzare e commercializzare di più i prodotti locali (come suggerisce Maria), istituire laboratori culturali,scientifici e musicali (e Trivento vanta un numero non indifferente di professori/dottori/ingegneri/artisti di ogni arte), monitorare gli interessi dei giovani (come dice Mariella), aiutare i giovani ad orientarsi nel mondo del lavoro coinvolgendo attivamente sia l’ufficio del lavoro per identificare il trend del mercato del lavoro, ma anche gli imprenditori locali per scoprire potenziali fonti di investimento ed infine le testimonianze di persone che, come me, hanno esperienza lavorativa all’estero per avere un’idea di come si muove il lavoro nel mondo; il tutto al fine di far nascere o supportare le attività e le imprese a Trivento !. Per poter raccogliere idee, monitorare progetti ed attività, presentare prodotti ed imprese triventine, bisogna sia tenere un sito web ma anche partecipare attivamente trovando un luogo di incontro comune. Per il web suggerisco di ampliare questo sito internet a mo’ di giornale telematico affinché tutti, residenti e non, possano partecipare attivamente scrivendo articoli ed essere aggiornati sugli incontri in programma o sugli sviluppi di un’idea. Per il luogo di incontro…la Casa Canonica??? dove vi raggiungerò volentieri durante le mie vacanze triventine. Oltre alle proposte, però, voglio anche lanciare una provocazione: da quando sono andato via da Trivento ho sempre seguito gli sviluppi e i dibattiti politici attraverso il giornale on-line; mi è piaciuta tantissimo l’iniziativa alle ultime elezioni comunali di alcuni giovani ad entrare attivamente in politica, intenzione però che non si è tradotta nei fatti (sicuramente per giochi politici). Ma da allora, ahimè, quegli spiriti desiderosi di cambiare Trivento si sono affievoliti (almeno ai miei occhi, e spero qualcuno mi contraddica!). Vorrei che i giovani del posto intervenissero e facessero proposte nei dibattiti politici, indipendentemente dai colori dei partiti, perché qui non stiamo parlando di destra o di sinistra ma del futuro di Trivento. Avrei voluto che a Carnevale qualcuno avesse preso l’iniziativa di organizzare una “semplice” manifestazione in piazza per i bambini , anche senza far ricorso alle ormai vuote casse comunali. Avrei voluto che a Natale , al messaggio dell’amministrazione comunale a contribuire, per quanto possibile, ad abbellire le strade con luminarie non si fosse risposto con un messaggio “fazioso” attaccato qua e là sui muri ma con una partecipazione ATTIVA . Se vogliamo veramente cambiare il destino del nostro paese, possiamo farlo. Auguri a tutti noi triventini !
Data pubblicazione: 1 Marzo 2010 alle ore 16:50
PAFFI  -  Il sasso nello stagno
Dall'articono letto e riletto ci sono delle cose che non condivido.... I giovani non vanno solo al bar da due anni è nata una palestra dove è frequentata da molti giovani dai 15 ai 35 anni che socializzano, si divertono e hanno interessi, poi c'è un'altra realtà che tutti ignorano da anni ridendo alle spalle di chi ha creato e portato avanti gli Arcieri........... purtroppo l'amministrazione passata non ha pensato al sociale... E' questo in paese è ben evidente.......... Qui a trivento si sa solo criticare e puntare il dido.... è aspettiamo qualcuno che ci porti qualcosa......
Data pubblicazione: 1 Marzo 2010 alle ore 13:22
Mariella  -  Il sasso nello stagno
una piccola e doverosa specificazione. "Diario semiserio di una redattrice a progetto" è di Sara Lorenzini. E' un libro edito dalla Mondadori. Sara è triventina, anche se solo per un pezzetto e con noi trascorre un poco del suo tempo libero. Il libro è fresco e avvincente, ci parla di un modo, quello della tivvù, che a noi giovani e ragazzi piace tanto e ce lo rivela nella sua crudeltà. E descrive la precarietà che contraddistingue la vita della nostra generazione. Che sia bello non solo la sola a dirlo .... ma i tanti che l'hanno letto. Che sia triventina .... in pochi lo sanno!
Data pubblicazione: 1 Marzo 2010 alle ore 10:47
Mariella  -  Il sasso nello stagno
Devo lavorare, ho tante necessità da sbrigare eppure, dopo aver letto questo ultimo commento la mente non riesce a distogliersi dal ronzio di un pensiero continuo: che vi possa essere qualcuno così tanto perfido da voler farci credere che a Trivento non vi sia più acqua, non vi sia più vita. Se così fosse, allora, anche Caino non sarebbe che l’ombra di se stesso, corroso dal suo stesso male covato dentro come una serpe in grembo. Ma non è così! Conosco ragazzi pieni di vita e di idee, che studiano e si divertono, conosco giovani che lavorano e si impegnano e sono capaci di grandi cose. Potrei chiamarli per nome: Francesco, Fabio, Pierpaolo, Maria, Teresa, Marta, Giovanna, Erica, Franco, Fabrizia, Luigi, Sara, Domenico, Enzo, Paolo ….. e quanti altri ancora ne potrei scrivere, non basterebbero mille pagine web. Ora io li chiamo tutti, qui, uno ad uno su queste pagine. A dire soltanto “io ci sono, sono vivo”, “il torpore della terra arida non mi ha risucchiato nel nulla”. Perché a Trivento c’è acqua, c’è vita! E allora …. PROPOSTE (come ha fatto Maria): ripartiamo da noi. Innanzitutto, dove ritrovarci? Basta, per ora, questo spazio dell’etere? Magari si potrebbe cominciare nel monitorare i nostri interessi, ad esempio per ambito culturale (mi piace ascoltare musica….. mi piace leggere ……. Mi piace giocare a ……., per attività lavorative (io vorrei fare ……., io so fare ……). Oppure – e qui siamo in un altro genere di PROPOSTE- chiamare la giovane autrice di “Diario semiserio” a parlarci della sua esperienza, di come ha fatto a scrivere un libro, del mondo della TV dove lavora, un mondo che tanto ci piace, lei è giovane sarebbe tra i giovani, triventina tra triventini. L’ho detto, il mio sasso l’ho tirato e ne ho molti altri con me ……. E l’ho sentito il rumore, sai Caino, non ha fatto “tonf” ma ha fatto “splash”, come uno spruzzo gioioso !
Data pubblicazione: 1 Marzo 2010 alle ore 10:27
Caino  -  Il sasso nello stagno
Dicono che il suono prodotto dal sasso tirato nello stagno non sia stato un tonfo, ma, ahimè, un sordo suono di pietra contro l'arida terra! L'acqua, seppur stagnante, finì!
Data pubblicazione: 28 Febbraio 2010 alle ore 18:55
maria vasile  -  Il sasso nello stagno
proposte: - creare un sito per la valorizzazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli dando così importanza e aiuto a questo settore; attualmente chi lavora la terra ci rimette e questo significa che i padri la continueranno a lavorare, ma i figli per ovvie ragioni, la abbandoneranno, Così oltre a privarci dei prodotti ancora sani, oltre a perdere posti di lavoro, andremo incontro al dissesto idrogeologico. Anche le Comunità Montane dovrebbero essere più incisive sul territorio. - Sul nostro paese grava il dissesto economico, che non si è generato da solo naturalmente, oltre alla cattiva politica è stato causato anche da chi ha evaso le tasse e da chi non ha controllato. C'è bisogno di riportare ordine e giustizia anche per rispetto a chi le tasse le paga.
Data pubblicazione: 28 Febbraio 2010 alle ore 17:53
G.D'Arco  -  Il sasso nello stagno
Complimenti una bellissima iniziativa...finalmente posso parlare con i miei conterranei ed essere ascoltata...visto che il triventino quello "doc" vuole avere sempre l'ultima parola. Rispondo al discorso che hai fatto sui giovani che penso abbia fatto riflettere a parecchi di noi. Forse hai ragione !!!!! ma hai fatto di tutta l'erba un sol fascio, se ti guardi bene intorno scoprirai che in questo piccolo paese cisono tanti giovani talentuosi...ma...come si dice nessuno e' profeta in patria. Per quanto riguarda la religione e' un discorso del tutto soggettivo...ognuno di noi e' libero di pensarla in maniera diversa ....."posso essere libera di credere o non credere a quello che voglio??????? e poi e poi........sta' cavolo di politica..ma , ci siamo chiesti che cos'e' la politica?..o siamo capaci di pronunciare solo il suo nome? la storia si ripete..ORA TI DEVO LASCIARE CIAO
Data pubblicazione: 28 Febbraio 2010 alle ore 16:06
Sammy  -  Il sasso nello stagno
Salve,ho da poco compiuto 35 anni e come il sommo poeta Dante si smarrì nel bel mezzo del cammin di "sua" vita,così io mi sento perso in una comunità che attualmente stà attraversando forse uno dei momenti peggiori dall'ultimo dopoguerra ad oggi e credo che questo sia dovuto principalmente ad un modo di fare politica,indipendentemente dal fatto che uno sia di destra o di sinistra,mutuato da quella classe dirigente (DC-PSI oggi riciclatasi nei due maggior partiti di centrodestra e centrosinistra),che è riuscita con il collaudato intreccio del malaffare tra classe politica stessa e pseudoimprenditoria,a far affondare questo paese,ma sopratutto ad allontanare i giovani dalla politica.Si,perchè se oggi noi non ci riconosciamo in queste persone è per il semplice fatto che costoro non sono riusciti a darci un futuro a Trivento.E non è vero che noi giovani non abbiamo riferimenti culturali,io ne ho di diversi ma anche in passato da ragazzino ero attivamente impegnato in un associazione culturale locale,definita dai benpensanti un covo di drogati capeggiati da comunisti reazionari!!!Niente di più falso,difatti è stata l'unica associazione locale che è riuscita a coinvolgere i giovani di allora in progetti di solidarietà e di ludica e sana aggregazione sociale non come oggi che si fà associazionismo solo per fini lucrativi e chi ha orecchie per intendere "intenda pure"!!!!.Ammetto il fatto che siamo omologati dai media ma siamo comunque i figli del nostro tempo che vi piaccia o no.Ma la cosa che mi preme di più sottolineare e che il sottoscritto è costretto a farsi 200 km al giorno per andare al lavoro,è meno male che ho un lavoro visto che in passato ho "intrapreso" una bella esperienza lavorativa ti tipo cooperativistico ma prontamente finita dopo pochi anni perchè non facevamo parte del cosidetto "giro che conta" della città;si perchè ora siamo una città,in via di forte spopolamento magari,ma sempre una città. Per quanto riguarda l'esperienza religiosa io mi chiedo,ma la chiesa è al corrente del disagio giovanile del nostro paese e di ciò che comporta oppure no?Perchè a quanto pare questo disagio lo conoscono meglio i manager delle drink factory ed i "signori della droga",che i nostri "pastori".Concludo dicendo che sono d'accordo sul fatto di riappropriarsi dell'agorà politica,culturale e socio economica,ma per farlo bisogna far tabula rasa di tutto ciò che c'è di marcio nell'attuale sistema politico e solo dando trasparenza,fiducia,onestà e voglia di far crescere il paese che i giovani si riavvicineranno alla politica.Se non si fà questo temo che dopo lo sfacelo per rimettere le cose a posto,anche a livello globale e non solo locale, ci ritoccheranno tempi terribili,come quelli vissuti dai nostri nonni dove non si aveva neanche la libertà di esprimere un opinione,si perchè ora quella libertà ci sembra scontata,ora ciò che conta è l'interesse di qualche potente del villaggio in cambio di una manciata di voti e non più l'interesse del prossimo purtroppo,e in questo credetemi i giovani non hanno colpa.
Data pubblicazione: 28 Febbraio 2010 alle ore 12:23
VINFA  -  Il sasso nello stagno
TriventinaMENTE sul web è un'ininiziativa OTTIMA e va incoraggiata, dico BRAVO all'ideatore/i e promotore/i (incipit). The show must go on !!!!!!!!
Data pubblicazione: 28 Febbraio 2010 alle ore 10:41
michele iocca  -  Il sasso nello stagno
Apprezzo questa iniziativa,anche se ho sempre preferito il confroto aperto e ben personalizzato.Il confronto è un momento di approfondimento e crescita a cui tutti dovrebero aspirare.Ho letto i due interventi e convengo solo in parte con quello che si dice in essi.Ripererci e riparlare del momento di crisi sia economica,la meno importante,che di valori,la più grave,credo che non ci porti avanti.E' tempo di smettere di piangerci addoso e di cominciare a progettare il nostro futuro o meglio il fututo dei nostri figli.Quidi,il mio è un invito ad utilizzare questo mezzo per delle proposte e discutere su di esse,con lo scopo di individuarne una per la quale lavorare tutti alla realizzazione di essa.Niente più critiche,risentimenti,contrapposizioni politiche e personali,ma la costruzione di una vera comunità compartecipativa ed orientata alla realizzazione di un programma condiviso.In questo momento siamo tutti,non solo utili,ma indipensabili.Cominciamo a lavorare evitando dietrologie,personalismi ed atteggiamenti solo critici.
Data pubblicazione: 28 Febbraio 2010 alle ore 10:08
maria vasile  -  Il sasso nello stagno
Lodevole è l'inizativa anche se mi sarebbe piaciuto trovare sul sito il nome e cognome dell'autore. Cosa possiamo fare dunque per questo nostro paese che sembra spegnersi lentamente? Forse dobbiamo cominciare molto umilmente, ciascuno per il nostro campo, a fare bene il nostro dovere con la consapevolezza che facciamo parte di una comunità, Se io insegnante, medico, politico, sacerdote, genitore... opero bene, implicitamente faccio il bene della mia comunità.Ma come fare per operare bene? Forse basta riscoprire alcuni valori quali l'onestà, l'impegno, la coerenza, il rispetto per gli altri e per le regole. Valori questi che piacciono molto ai giovani e praticati dalla maggior parte di essi. La politica in tutto questo deve avere un ruolo importante, deve perseguire il suo alto compito che è quello di operare per il bene della collettività. auguri a tutti noi maria
Data pubblicazione: 27 Febbraio 2010 alle ore 22:28
Marias Teresa Prioletto  -  Il sasso nello stagno
Uno fra i difetti peggiori dell'uomo contemporaneo ( e, dunque, non solo dei giovani!) è l' individualismo! Io, io, io, sempre e solo se stessi e, come recitava uno spot pubblicitario di qualche tempo fa, "tutto ruota intorno a me". Perchè non provare a pensare mettendosi anche nei panni degli altri? Perchè non sporcarsi in prima persona le mani, senza aspettare sempre che altri lo facciano per noi? Perchè stare sempre e solo alla finestra? Perchè puntare sempre l'indice? Siamo esseri pensanti, o sbaglio? Riusciamo, allora, a pensare qualcosa che si allontani dalla pura lamentela e assomigli ad una vera proposta di azione, di cambiamento??? Allora, cominciamo con un elenco di questioni che, per così dire, non ci piacciono e, se abbiamo qualche idea nella nostra scatola cranica, accanto facciamo la relativa proposta! Dal confronto, dalla discussione e dall'ascolto potrebbero emergere le soluzioni che, da soli, non avremmo mai immaginato nè pensato di poter mettere in atto. Per cominciare, proporrei, già dal momento dello scambio di opinioni: - toni più pacati - maggiore ascolto dell'altro,educazione e rispetto della persona (basi fondamentali per un dialogo costruttivo) - più modestia ( non sempre quello che pensiamo, diciamo e proponiamo è migliore di quello dell'altro) - più coerenza tra le parole e il nostro stile di vita. P.S. Che ne direbbe l'autore ( o gli autori ) di questo "splendido" sito web se, per cominciare, si presentasse con il suo nome e cognome?? Bello il titolo "TriventinaMente", ma nel sottotitolo cambierei quel "voi" con un più significativo "NOI"! A presto...M.Teresa
Data pubblicazione: 27 Febbraio 2010 alle ore 16:44
F.S.  -  Il sasso nello stagno
Non mi piace che si dica tutto questo sui giovani triventini! Ma tu (o voi) che scrivi (o che scrivete) vi siete mai chiesti chi sono i giovani?? Quali sono i loro desideri?? E troppo facile parlare così, ma TU hai provato a vivere a Trivento?? E’ vero anche io mi sento lontana dalle preoccupazioni religiose, ma non sono mai stata, come dire, “sensibilizzata” in questo campo ….. sono una “pecorella smarrita” …. Ma non ci sono buoni pastori che lasciano il gregge per venire a cercarmi …… vuol dire che per loro sto bene dove sto e predicassero pure alle ‘vecchiarelle’ che frequentano quei banchi freddi e spogli di anime! Mi accusi di non saper trovare che nel bar un posto dove ritrovarmi con gli amici. Mi dici dove posso andare? In casa canonica? Al club dei 4 amici? Al circolo culturale? Se mi dai l’indirizzo mi ci iscrivo! E vado a picchiare a tutte le porte dicendo “andiamo lì a vedere la tivvù”. La politica … eh eh eh eh eh eh …… “no comment”! lasciamo perdere la politica. Quella è altro dai politicanti che affollano le liste elettorali pronti a sfoggiare sorrisi in cerca di voti! E io, almeno di questo sono certa, non voglio essere così. Mi piace vivere giocando! ☺ Mi piace fare baldoria! ☺ soprattutto nel week-end e, forse, senza neanche saper bene il perché! O forse perché è tutto quello che mi rimane di un momento felice della mia vita. Da bambina ho giocato spensieratamente e avevo le mie certezze. Ora cosa c’è? TI CHIEDO, si a te che mi chiami in causa, cosa c’è QUI, in QUESTA REALTA’ , che mi faccia riconoscere in essa se non gli amici, i miei amici, quelli con i quali mi diverto, mangio, rido, scherzo, la sera e cerco qualcosa che tutti voi adulti non mi sapete offrire, una realtà che non esiste. Mi tiri un sasso nello stagno, Ok ! per il momento io mi incazzo perché che io non sono così come TU mi descrivi. Non mi sento così, forse tu mi vedi così, ma io sono altro. Io e i miei amici siamo altro. Poi vediamo …….
Data pubblicazione: 26 Febbraio 2010 alle ore 21:53
angela piscitelli  -  Il sasso nello stagno
Trivento,straordinario paese che sfida il cielo, con la sua scala che sembra volerlo raggiungere.i paesi dell'alto molise sono assopiti.si sveglieranno? solo se sapranno guardarsi indietro,per costruire.paesi che potrebbero rivivere con un turismo qualificato;Trivento compete in bellezza con molti paesi dell' Umbria, della Toscana:solo che non lo sa.
Data pubblicazione: 26 Febbraio 2010 alle ore 20:14
Anonimo  -  Il sasso nello stagno
Non so chi voi siate, ma grazie per esserci!! In bocca al lupo! A tutti noi!!!
Data pubblicazione: 26 Febbraio 2010 alle ore 19:53

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