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L'Editoriale

CON TRIVENTO NEL CUORE. E NELLA MENTE!

“Gran duol mi prese al cor quando lo 'ntesi,
però che gente di molto valore conobbi
che 'n quel limbo eran sospesi.“
(Inferno, IV)
La convinzione e la motivazione che anima questa iniziativa è che, di fronte alle tante difficoltà del momento presente, sia necessario guardare, progettare e costruire il futuro di Trivento.
Tutto ciò è certamente condiviso, continuamente ripetuto, stancamente voluto, malamente realizzato.
Per questo viene offerto a tutti i Triventini di buona volontà uno spazio web, che vuole essere una sorta di laboratorio dove riscoprire e capire la nostra identità, dove valorizzare e recuperare il patrimonio di valori, di cultura, di testimonianze avute in eredità, dove, soprattutto, tradurre in proposta la speranza di Futuro
Accanto a queste motivazioni di fondo vi è poi la constatazione che in Trivento è inesistente lo spazio di riflessione, di elaborazione, di studio, di proposta.
L’attività di quello che rimane dei partiti politici è legata quasi esclusivamente alla improvvisata formazione delle liste in occasione di tornate elettorali.
La Chiesa Triventina, da sempre protagonista ed artefice della storia locale - a tacere di ambiti più strettamente pastorali - sembra abbia abdicato al suo ruolo di promozione e di fermento di iniziative socio-culturali.
Anche la scuola, tra croniche difficoltà ed incertezze, è quasi impercettibile nel tessuto cittadino.
Non significativa ci appare, infine, la realtà delle formazioni associative presenti.
In buona sostanza mancano “fucine” dove possa crescere una “cittadinanza adulta” e si possa forgiare una classe dirigente.
Sarebbe ingenuo (e presuntuoso) pensare che un sito internet possa colmare d’emblée questo vuoto, tuttavia riteniamo sia un tentativo utile, necessario, doveroso.
Convinti, come siamo, che “è piuttosto il tempo di applicare rimedi che non di emettere lamenti!”.

Articolo letto N. 3313 volte

Pubblicato il 26 Febbraio 2010

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N. 7 risultati trovati
Americo - 6 Aprile 2010 alle ore 23:09
Caro Marcello ho riletto la pagina di fondo di questa sezione e non posso che condividere l'afflato di passione civica che l'attraversa tutta. E' vero quanto dici: la crisi dei partiti; l'irruzione nefasta di alcuni " raider" della politica; l'estinzione della borghesia cittadina falcidiata dall'emigrazione; l'osmosi demografica dalle contrade, salvifica e problematica nello stesso tempo; la crisi delle istituzioni storiche, quali la Chiesa e gli enti scolastici, ormai impossibilitati a svolgere un efficace ruolo socio-culturale e politico; la dispersività e l'insufficienza, per certi versi, delle varie associazioni a portare a compimento un troppo oneroso compito di compensazione; la volatilità di certa nostra gioventù ( che non ha alcuna colpa per questo) ; il disimpegno dei molti per questa o quella motivazione ma è suggestivo ed entusiasmante, nel contempo, quello che proponi: ritrovare una identità di popolo, una comune coscienza, una condivisione di orgoglio e di volontà che possa farci muovere insieme verso il futuro, qualunque ci venga dato, con la speranza di potercela fare. Ecco, dare un senso al nostro essere cittadini, con tutte le difficoltà immanenti di questo periodo storico. Ma le proporzioni del compito sono tali da non poter essere risolto con un illusorio anelito dirigistica, come a tratti sembra trasparire. Sarà già tanto, Marcello, se ognuno di noi avrà fatto il proprio dovere fino in fondo, scartando quel rischio di accidia e di ipocrisia a cui tutti siamo esposti. E questo penso sia in fondo anche il tuo pensiero. Un abbraccio sincero.
Anonimo - 3 Aprile 2010 alle ore 17:49
vedo ,caro antonio ( chi ?), che invece di riprendere in qualche modo la mia provocazione ,che ritengo sufficientemente oggettiva, hai tamponato in puro stile politichese, proprio quello che non porta da nessuna parte. voglio precisare che il mio intervento è risultato anonimo in quanto non ho voluto firmarlo antonio. ciao coraggioso.
antonio - 3 Aprile 2010 alle ore 15:49
Premesso che gli "anonimi" non mi entusiasmano...! Credo che i cittadini avrebbero dovuto, da anni, rivendicare un ruolo delle istituzioni locali, regionali e anche di quelle religiose! Devo, invece, registrare che molti sono diventati sudditi di personaggi molto "discutibili" e altri spettatori, consentendo alla società triventina di regredire paurosamente fino al punto di compromettere il proprio futuro. Io inviterei a renderci conto del disastro avvenuto in questi anni e cominciare a immaginare un rinnovamento radicale del modo di pensare e costruire una società diversa.
Anonimo - 2 Aprile 2010 alle ore 21:53
A cosa serve la Diocesi di Trivento ? Domanda provocatoria o addirittura sacrilega per qualche fondamentalista cattolico. Ad attuare esclusivamente e a volte in modo inquietante devozionismo e liturgia? Ad emarginare chiunque voglia rompere gli schemi e andare decisamente verso la società , i giovani, i bisognosi, i malati , le persone in cerca di una nuova relazione con la religione e con la Chiesa? Dove sono finiti i Don marcello? Come giustifichiamo le cattedrali nel deserto ( senza virgolette), vero spreco di risorse e espressione della lobby affaristica della curia ? quanti progetti per i giovani si sarebbero potuto finanziare. Perchè non vi sono giovani intorno alle parrocchie ? Perchè la chiesa locale è priva di anima e di pensiero?
Anonimo - 2 Aprile 2010 alle ore 21:00
ebbene hai, in questa sezione, toccato il punto della situazione: la scuola è solo, quando va bene, un ente didattico-pedagogico, senza riserve di energia intellettuale per essere una presenza qualificante e attiva nella dimensione sociale esterna. è un limite della scuola, come istituzione storicamente determinata, ma è un limite anche individuale
socrate - 2 Aprile 2010 alle ore 20:49
ottimo l' inizio con gli" stati generali" ; a quando le armate le armate napoleoniche? aspetto i prossimi dispacci.
pc - 18 Marzo 2010 alle ore 18:26
Complimenti ai lanciatori di sassi: il loro scopo, agitare gli animi nobili ma un pò sopiti dei triventini, lo hanno raggiunto. Intitolando il terzo articolo Con Trivento nel cuore.E nella Mente, credo che Marcello abbia richiamato la nostra attenzione su due componenti essenziali dell'individuo. Ci ha ricordato che solo educando la mente e facendo vibrare il cuore, si può diventare cittadini nobili e consapevoli della realtà che ci circonda. E siccome si è parlato anche di link tematici, i due termini mi hanno fatto pensare a uno dei tanti argomenti che si potrebbero affrontare: il dibattito tra Scienza e Fede, tra ricerca scientifica con tutte le sue implicazioni e la necessità che l'uomo sente di un Essere Superiore. Il tutto si potrebbe sviluppare attraverso la lettura e il commento di passi della Bibbia e, per esempio, la visione del film Creation di Jon Amiel che illustra la sofferenza di Darwin nella stesura e nella pubblicazione della sua opera L'Origine delle Specie, che riflette la lotta interiore che combattiamo quando affrontiamo problemi così coinvolgenti.Un altro tema che proporrei è l'analisi della storia contemporanea. Per esempio, cercare di capire che cosa ha realmente portato il mondo occidentale nel pantano della guerra in Afghanistan e come se ne potrà uscire, oppure perchè i grandi della terra non riescono a far nulla per porre fine alla tragedia del conflitto tra Israeliani e Palestinesi . Ho anche pensato a un percorso parallelo tra musica e poesia da preparare nel periodo invernale per poi metterlo in scena durante l'estate ( abbiamo Gianni e bravi pianisti che ci aiuterebbero a portare avanti un progetto del genere). E' chiaro che quanto finora suggerito non può essere affrontato solo attraverso il mezzo tecnologico. Ai triventini residenti suggerirei di far nascere un'associazione culturale che abbia una sede ( ottima l'idea del Centro Polifunzionale di Colle S.Giovanni o di una sala del seminario) dove incontrarsi con scadenze mensili o bimestrali e dove si faccia veramente cultura. Un saluto a tutti.