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L'Editoriale

Gli INDIFFERENTI

Trivento (Foto di Angelo Lomastro)
Gli INDIFFERENTI E’ il titolo di un famoso scritto di Antonio Gramsci, pubblicato all’interno di Città Futura nel 1917, divenuto ben presto una sorta di manifesto politico e morale, che ancora oggi interpella con forza anche noi Triventini.

“Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.”

Purtroppo è l’indifferenza che sembra permeare quasi totalmente la comunità Triventina.
Più che sforzarsi di rintracciare qualche (?) felice eccezione, forse è più utile chiederci con Gramsci perché “ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare.”

Affinché insieme si possa compiere una riflessione ampia, serena e costruttiva sulle questioni cruciali poste dal nostro amico anonimo nell’interessantissimo commento n. 14 al precedente intervento – rispetto alle quali non vogliamo assolutamente sottrarci - riteniamo sia utile, per arricchire il dibattito, provare a dare risposte ad esempio a queste domande:
  • Perché a Trivento non c’è un solo giovane che offra il proprio impegno nell’Associazione Proloco?
  • Perché anche coloro che pure si percepiscono “sottilmente distinti” disertano sistematicamente ogni iniziativa latamente culturale?
  • Perché si rifugge dall’impegno civile e politico, lasciando spazi nei quali spesso la mediocrità dilaga?
  • Perché chi si dice cristiano non si fa granello di senape e più che imprecare contro il buio (delle talari dei preti) non prova ad accendere un lumicino?


Articolo letto N. 2805 volte

Pubblicato il 25 Ottobre 2010

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N. 9 risultati trovati
giovanna - 30 Novembre 2010 alle ore 18:26
il primo commento: Bellissima la foto di Trivento di Angelo Lomastro ! grazie per averla condivisa. il secondo commento: purtroppo se è vero che nella Pro Loco triventina non ci sono giovani è un brutto "indizio"? penso proprio di si: se non invertiranno il Loro modo di agire i giovani di Trivento,se non cambieranno nel rifuggire impegni civili e politici non potra' essere proprio la nostra bella gioventu' il granello di senape indispensaile ora per accendere il lumicino in questo momento credo proprio indispensabile. Si sono pessimista. Ho più buone speranze sul chiedere alla massa di anonimi di darci almeno un nome forse riusciremo meglio in questo dialogo così impegnativo su Trivento.Grazie Giovanna.
Marco66 - 30 Ottobre 2010 alle ore 14:51
...come iniziare...forse sarebbe meglio stare zitti...ma voglio condividere questa cosa: qualche giorno fa per futili motivi un noto esponente della politica triventina si è rivolto in questi termini verso una persona che si era solo permessa di non accettare alcune assurdità: "sei un'operaio stai zitto puoi solo pulire le fogne" l'operaio colpito nella sua dignità gli rispose... "si ma lo faccio con onestà, ma tu ora sei un portaborse..." apriti cielo...il personaggio alzò le mani, voleva picchiarlo, l'operaio si girò e se ne andò pensando "ma a cosa pensiamo quando andiamo a votare?" questo politico era uno di quelli che ci ha amministrato nel passato recente, che ha contribuito in prima persona a mandare il nostro paese nella fossa da cui non riusciremo a risollevarci. L'onestà, la professionalità, il rispetto, l'umiltà, anche la diplomazia e tanto altro occorre per occuparsi della cosa pubblica... questo fatto può sembrare una sciocchezza, ma riflettiamo... questi personaggi si fanno i loro conti credendo di riuscire ancora nel loro intento di lavorarsi le povere persone oneste...speriamo che la gente capisca finalmente con chi ha a che fare...CERCHIAMO DI ESSERE TUTTI SVEGLI...
anonimo - 27 Ottobre 2010 alle ore 14:30
a trivento non si concludera mai niente perche ogni cosa che si muove c'è e di mezzo la politica e fanno esclusivamente i fatti loro ( tra preti e politica non metterci il dito)
moli - 26 Ottobre 2010 alle ore 22:05
forse nessuno si e accorto, che nella proloco non entra nessuno giovane,perche ce un solo pratone che si occupa di tutto e di piu, forse e giunto il momento che il presidente faccia un passo indietro e lascia spazio a giovani, e non portare allo sfascio con le sue ambizioni da grande manager ,visto che le sue grande manifestazione vanno sempre a vuoto e ora di cambiare.
Anonimo - 26 Ottobre 2010 alle ore 19:16
Caro Filippo hai ragione, i veti contrapposti hanno prodotto immobilismo e difficoltà a qualsiasi iniziativa, questo anche, anzi sopratutto, perchè le iniziative sono nate come costole della politica e non come spontanei ed autonomi progetti da parte della società civile. Una politica avvezza a rosicchiare gli ossi all'ombra del potere esercitato dalla Diocesi, concepita come baronia opportunista e parassita sulla pelle del popolo. Ancora oggi i politici si impongono con la demagogia ed il populismo spicciolo, oppure con il ricatto clientelare. Anche solo per questi motivi, per parlare dei limiti della politica, cercare commenti sui fatti di interesse collettivo, "ascoltare" la varia ed eterogenea voce dei triventini,come la tua e la mia o come quella di Amleto, può giustificare l'esistenza di questo sito. Ti prego di continuare ad alimentare la critica. Saluti. Anonimo 14
Anonimo - 26 Ottobre 2010 alle ore 12:35
Rileggendo la nota precedente mi accorgo di alcune omissioni sintattiche e carenze di forma; chiedo scusa. Cercherò di utilizzare per le prossime occasioni una metodologia meno improvvisata. Con la presente comunicazione voglio suggerire al direttore di riprendere, se ritiene, la ripartizione per settori del sito ( sul solco del progetto associativo Terventum), più adatta alla costituzione di gruppi di lavoro. Saluti Anonimo 14 P.S. apprezzo le nuances letterarie di Mariella.
amleto - 26 Ottobre 2010 alle ore 12:30
Ogni tanto ( spessissimo ) si leggono voci contrarie al bla bla bla , al pensare, al discutere. E' di moda la politica del fare. Ma la causa principale della crisi profonda della nostra società e, quindi, della nostra comunità è proprio da ricollegare all'assenza della riflessione, della discussione, della partecipazione. Quando non si pensa non si fa. E se si fa quando non si pensa succedono solo disastri.
Filippo - 26 Ottobre 2010 alle ore 11:23
"Errare è umano, perseverare è diabolico ! " Con sommo disappunto sento l'obbligo di rimarcare la perfetta inutilità di questo forum, se concentrata esclusivamente su concetti astrusi e vaghi che non incidono sui reali problemi della collettività Triventina. Si continua a parlare di cultura, di impegno civile, di attivismo e bla bla bla vari senza prendere in considerazione il fatto che la Ns. comunità è talmente disgregata e lacerata (le cause sono già da me state sviscerate in un precedente intervento in risposta al tema "Il paese degli infingardi"), da non consentire a nessuno iniziative di alcun genere, men che meno di questo tipo. E' strano infatti ma la storia della nostra città in passato è stata pregna di iniziative culturali ed anche oggi per la verità qualche lodevole iniziativa non manca ( chi scrive ci ha provato); il fatto poi che queste vengano boicottate e di conseguenza affossate o distrutte da beghe e questioni per lo più basate su invidie gelosie o talvolta interessi poco chiari è la logica conseguenza del lavoro svolto con tanta dedizione da coloro che sono abituati a distruggere perchè altro non sanno fare. Badate bene sono quasi sempre gli stessi (Chiesa compresa) che nel bene o nel male hanno gestito anche le sorti politico/economiche della Ns. TRIVENTO . Qualcuno si è mai chiesto perchè ciò accade? andatevi a rileggere il commento sopra richiamato!!!
Anonimo - 25 Ottobre 2010 alle ore 20:02
Innanzitutto chiedo scusa per la confusione concettuale e l'approssimazione lessicale del mio precedente intervento; spero di essere riuscito ugualmente a spiegarmi. Non un processo alla Chiesa locale ma una rivelazione cruda quanto necessaria per sbloccare la relazione chiesa-società e aprirla a qualche evoluzione: il re è nudo ! Riguardo alla critica sommaria sulla storia della gestione politico-amministrativa di Trivento non voleva essere tanto un attacco alle singole persone quanto un ammonimento a non interpretare in maniera dirigistica lo sviluppo delle collettività; credo che la struttura politica sia il risultato creativo di una comunità, insieme alla sua economia, arte, scienza, ecc. Per cui il rimando a riferirsi alla realtà vera del nostro paese, che ha energie enormi tenute ai margini della piccola storia locale: non abbiamo avuto nessun rispetto della nostra cultura contadina, delle nostre tradizioni: non c'è che io sappia uno studio sul dialetto; non esiste un museo di arti e mestieri nè della cosidetta civiltà contadina; non abbiamo valorizzato, anche solo come punto di partenza per educare i giovani all'arte, la musica popolare, gli strumenti popolari, non siamo riusciti a ricostituire una formazione bandistica come da tradizione; abbiamo perpetuato, in decenni di attività della Scuola Civica di musica, solamente un modello elitario di artista, con ottimi risultati in qualche caso, ma rinunciando alla finalità di educare la collettività giovanile che forse avrebbe dato frutti ancora migliori. Non abbiamo, non solo fatto, ma nemmeno pensato un qualcosa che potesse coinvolgere e vedere in qualche modo protagonisti i tanti ragazzi delle contrade. Tu stesso hai usato l'espressione " sentirsi sottilmente distinti". Ecco, noi abbiamo tenuto quel poco che sapevamo e potevamo dare per noi stessi; ci siamo masturbati mentalmente , come qualcuno dice, mentre la nostra società chiedeva aiuto. Diamo un segno di concretezza. Per concludere, provo a rispondere lapidariamente alle tue domande: - i giovani sono confusi dai tempi quasi quanto noi, hanno poco tempo, visto il ritmo studio-lavoro imposto dal sistema e non hanno ricevuto buoni insegnamenti ed esempi; scopro l'acqua calda ? -perchè la vera cultura va oltre il nozionismo e l'accademismo: è insieme saggezza e amore per l'uomo; la cultura si sporca le mani, rivanga la storia , le passioni ,lo stesso destino umano. Troppo impegnativa. Meglio sentirsi sottilmente distinti e passeggiare senza posa, dipanando la stessa discussione, in attesa dell'ora di cena. -Vedi sopra; discorso simile. - finchè ci saranno cristiani per ( sola ) fede, temo che le vere conquiste del pensiero cattolico, l'uomo persona, la verità, l'amore universale, rimarranno in soffitta. Molto più facile imprecare contro la Chiesa e i preti. ciao. Anonimo 14.